Arte e storia, scenari dell'Amarone

Il nostro gibovagare per Amarone inizia da S.Ambrogio di Valpolicella, in provincia di Verona, cittadina famosa per due suoi importanti giacimenti "rossi": i vini e il marmo. Qui ha sede una rinomata scuola per la formazione culturale e la preparazione professionale di scalpellini, antico mestiere che rischiava di scomparire. In questo borgo, situato a cavallo delle morbide colline della Valpolicella, convivono la parte "economica" , sorta grazie all'industria del marmo e quella artistica, fatta di eleganti ville nobiliari.

Da vedere villa Brenzoni, ora villa Bassani, accanto alla chiesa parrocchiale, che fu proprietà di Paolo Brenzoni. In seguito la cedette al comune di Verona, con l'obbligo di venderla e di istituire col ricavato un'accademia di belle arti. Al suo interno, dopo qualche tempo, venne istituita la sede della Mostra macchine marmo.

S,Pietro in Cariano. Adagiato su un dosso da cui si domina tutta la Valpolicella, S. Pietro in Cariano fu in passato uno dei più fiorenti di commerci e scambi della vallata. Le origini sono assai antiche e per un certo tempo fu "presenziato" dai romani. Il passaggio nelle mani degli Scaligeri e della Repubblica veneziana fu molto importante: in quel periodo vennero edificatele bellissime ville che ancora oggi possiamo ammirare. Da vedere la Pieve di San Floriano, edificata sui resti di una antica pieve longobarda, la seicentesca villa Costanza (o villa Saibante-Monga) che porta il nome di Costanza Caldera di Bergamo, fondatrice di un istituto religioso che acquistò la villa attorno al 1950. All'interno si può visitare la sala dei Continenti, affrescati nei primi anni del 600 dal veronese Paolo Ligozzi. Da non perdere villa Pullè-Galtarossa, del 1500, e villa Gioni-Fagioli, in un bellissimo parco.

Fumane . E' uno dei più antichi centri della Valpolicella. Diversi furono i reperti archeologici trovati nei dintorni del borgo, che molto probabilmente in epoca romana fu capitale del Pagus Arusnatium, ossia il comprensorio abitato dagli Arusnati, gli antichi abitanti di queste valli. A Fumane è possibile ammirare una serie di splendide ville, costruite durante la dominazione veneziana: mirabile esempio è la cinquecentesca villa Della Torre;; da vedere anche palazzo Cicogna e la chiesa di San Zeno del XlV secolo. Molto suggestivo è il santuario della Madonna de la Salette, su uno spuntone di roccia da cui si domina tutto il paesaggio circostante. La leggenda narra che questa chiesa venne fatta erigere su suggerimento di un frate capuccino di ritorno da un pellegrinaggio a La Salette, a sud di Grenoble, per proteggere i vitigni fumanesi dagli attacchi della terribile peronospora, che nel corso del 1800 distrusse ettari di vigneti.

Negrar . Negrar è l'ultima meta del nostro cibovagar per Amarone. Il nome di questa cittadina pare derivi dal latino nigrariu, ossia "luogo con terra nera". I romani soggiornarono anche in queste terre, e qui lasciarono tracce assai evidenti, come la villa di Negrar, in località Corteselle. Nei primi anni del 900 venne infatti scoperta parte di un edificio di età romana, con pavimenti di mosaici e marmo ancora ben conservati. Alcuni di questi frammenti musivi sono conservati presso il Museo archeologico del Teatro romano a Verona. Una passeggiata in questo borgo per scoprire la chiesa (ricostruita agli inizi del 1800) che si affaccia sulla piazza, affiancata dal bel campanile romanico. Da non perdere le superbe residenze patrizie: villa Ruffo, villa Gonnella e villa Rizzardi.




                   



Le caratteristiche.

Piacevole aroma di spezie calde
Sebbene il passato enologico della Valpolicella abbia origini antichissime, addirittura risalenti all'epoca romana, la nascita di questo vino, dal nome "spigoloso" è piuttosto recente (inizio anni 50). L'Amarone è un vero enfant prodige nato per caso quando un Recioto, terminata la fase di fermentazione degli zuccheri, divenne secco e amaro: da qui il particolare nome.

Le uve . Questo vino, che si fregia della denominazione di origine controllata, viene prodotto in una zona delimitata, chiamata Valpolicella classica, che comprende la zona collinare a nord-ovest di Verona.

Viene prodotto con une indigene Corvina, Rondinella e Molinara, utilizzate secondo proporzioni stabilite dall'esperienza e dal disciplinare Doc. E' ammesso al max il 15% di une provenienti da vitigni Rossignola, Negrara, Berbera e Sangiovese. Il mix di une utilizzate è molto importante, in quanto ogni varietà apporta delle caratteristiche peculiari e insostituibili: la Corvina, sensibile aglia attacchi della muffa nobile Botrytis, apporta alta glicerinosità, la Rondinella conferisce tanninicità, colore e profumi, mentre la Molinara è responsabile dell'acidità.

La lavorazione . Per la vendemmia vengono utilizzati dei piccoli contenitori (detti platò) sui quali viene disposto un solo strato di uve, per evitare che gli acini si rompano. Dopo questo "trattamento" si passa alla fase di appassimenti sui graticci di canna, in locali ben aereati, per un periodo di circa 100 giorni. Durante questo lasso temporale le uve vengono attaccate dalla Botrytis cinerea, che conferisce un carattere unico e inconfondibile all'Amarone. Secondo il disciplinare questo vino deve avere almeno due anni di invecchiamento, con decorrenza dal 1° dicembre dell'annata di produzione delle uve.

Il sapore . L'Amarone è un vino maestoso, estremamente complesso, vellutato, molto equilibrato, mai eccessivamente tannico o acido. Molto piacevole da giovane migliora con l'invecchiamento, perdendo quella sua esuberanza di aromi di frutta matura, acquistando invece piacevoli sentori di spezie caldi.



                          

(Davide Paolini - Il Sole 24 Ore - 15 luglio 2002)
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